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Consigli Generali

Tenere puliti i propri tappeti non è solo fondamentale dal punto di vista igienico, ma permette di conservarli meglio nel tempo. Un prolungato ed eccessivo deposito di polvere può infatti compromettere seriamente la struttura e i colori, facilitando anche l'annidamento di dannosissimi parassiti.

Tuttavia ogni intervento di pulizia va eseguito rispettando alcuni accorgimenti, poiché operazioni troppo drastiche, troppo frequenti o errate possono compromettere irrimediabilmente il manufatto.

È sbagliato, ad esempio, appendere i tappeti per poi batterli con un battipanni, in quanto questa operazione, decisamente molto violenta, rischia di spezzare la lana del vello e ancor di più la sua struttura.

Diffusa è inoltre la convinzione che la pulitura con una pezzuola imbevuta di petrolio "lavi" il manufatto o gli doni una particolare lucentezza. In realtà questo errato procedimento con il tempo rende scuri e spenti i colori e il petrolio favorisce il fissaggio sul vello dello sporco grasso, rendendolo poi ineliminabile.

Infine, ovviamente,  nessun tappeto va lavato in lavatrice o affidato con superficialità alla pulitura a secco effettuata da ditte non specializzate.

Un manufatto annodato può essere anche lavato in casa rispettando alcuni metodi insegnati dalla tradizione, ma se tale procedimento risulta eccessivamente faticoso o se non si possiede lo spazio necessario o le attrezzature adeguate per effettuarlo, è sempre bene rivolgersi a centri qualificati.

E' di vitale importanza evitare di tenere tappeti in luoghi molto umidi, per non rischiare che la lana infeltrisca/marcisca.

L'ideale, nell'utilizzo quotidiano del tappeto, sarebbe quello di evitare di camminarci sopra con scarpe o stivali, soprattutto quelli realizzati con la "para" in gomma, che tendono a sfibrare e poi a spezzare le fibre dell'annodato. Il pelo del tappeto infatti, come abbiamo visto è costituito da fili di lana che emergono dai nodi. Con il tempo, con il calpestio e la polvere, i fili finiscono con l'appiattirsi sul tappeto ed il pelo, pur  conservando una certa nitidezza dei contorni dei vari motivi, non mantiene più lo spessore originale.

In queste condizioni il tappeto è soggetto ad una usura maggiore in quanto il pelo non ha più la possibilità di risollevarsi. Quindi, consigliamo, ogni tre-quattro anni, una pulizia completa per permettere al pelo di  gonfiarsi di nuovo, ed evitare al contempo che eventuali parassiti continuino a nidificare in esso.

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Manutenzione quotidiana e Lavaggio

Se avessimo l'abitudine, come succede nelle case orientali, di toglierci le scarpe usate all'esterno non appena si arriva in casa, certamente il tappeto avrebbe molti meno problemi di quelli che giornalmente ci capita di vedere in esemplari che ci vengono portati in lavaggio/restauro. Basterebbe spazzare via lo sporco con una scopa molto morbida, preferibilmente di saggina, e meno frequentemente usare un aspirapolvere o un battitappeto elettrico (non battipanno) al rovescio. Purtroppo, le nostre abitudini ci obbligano ad essere più "decisi" ed usare, ad esempio, anche tutti i giorni il battitappeto, prima al rovescio (per far si che tutta la polvere venga espulsa a terra dal tappeto stesso) e poi, dopo aver accuratamente spazzato, al dritto (in modo da eliminare residui). Il tutto, evitando accuratamente di toccare bordi e frange, che sono le zone più delicate, e rischiano di "aprirsi" e rompersi.

Di tanto in tanto poi, si può effettuare una sorta di semplice lavatura del vello per rimuovere lo sporco più grasso: dopo aver tolto la polvere seguendo uno dei due sistemi descritti, si passa l'intera superficie del manufatto con una pezzuola o con una spazzola in setole imbevuta in una soluzione composta da acqua e un quantitativo ridotto di ammoniaca (una parte su dieci).

Se eseguita con cura, questa operazione può ridare luminosità a un tappeto reso opaco dalla sporcizia, tuttavia deve essere effettuata con preventiva cautela. Prima di procedere è infatti necessario verificare che i colori dell'esemplare siano ben stabili; in questo caso basta bagnare bene uno straccio bianco e passarlo su di una piccola porzione del manufatto. Se questa operazione non rimuove la tinta, si può iniziare con tranquillità la lavatura dell'intero vello con acqua e ammoniaca.

Il lavaggio, come accennato prima, è un'operazione laboriosa e delicata, che consigliamo vivamente di lasciar eseguire a persone che, come noi, hanno un'esperienza provata sul campo ma, se proprio ci volessimo cimentare, ecco i passaggi che eseguiamo noi, e che potreste copiare:

Innanzitutto bisogna essere sicuri che nessun colore del tappeto sia "instabile" e tenda a "sbavare"; per fare questo, basta passare un panno bianco inumidito sui piccole zone colorate del tappeto, e controllare se, anche solo un piccolo alone colorato rimane su di esso. Se così, meglio evitare i passaggi seguenti e rivolgersi a ditte specializzate.

In caso contrario, si procede: si gira il tappeto al rovescio e, dopo averlo appoggiato al pavimento, lo si deve battere accuratamente, ma delicatamente, con un battitappeto per far uscire la polvere e la sporcizia trattenute dal filato. Si esegue poi lo stesso procedimento anche al dritto.

Se sull'esemplare vi sono delle parti usurate o da restaurare, prima di procedere al lavaggio vero e proprio si avrà cura di ricoprirle con pezze di stoffa cucite a punti larghi sia al dritto che al rovescio per evitare di danneggiarle ulteriormente.

Fatta questa operazione, il tappeto è pronto per essere immerso in una vasca d'acqua che dovrà impregnare alla perfezione ogni parte del vello, o bagnato tramite pompe a getto medio; Per sgrassare e pulire si deve utilizzare una soluzione cremosa (shampoo) a base di sapone non ionico, neutro e delicato, evitando invece ogni altro tipo di prodotto che potrebbe danneggiare colori e fibre.

Il manufatto deve essere lasciato in ammollo in questa soluzione per due-tre ore; trascorso questo tempo, si passa una spazzola a setole leggere sia sul diritto sia sul rovescio, in modo da rimuovere con una certa energia ogni tipo di sporco.

In tal modo il lavaggio è terminato e si deve passare alla fase di risciacquo e di asciugatura.

Dopo aver svuotato la vasca, l'esemplare va passato su entrambi i lati con uno spazzolone a rulli per eliminare il più possibile ogni residuo di sapone; lo si risciacqua poi abbondantemente e ripetutamente, strizzandolo ogni volta con il medesimo spazzolone e "pettinandolo" nel verso del pelo, in modo da evitare che, una volta asciugato, presenti delle chiazze di tonalità diversa.

Prima di passare alla vera e propria asciugatura poi, è indispensabile eliminare, anche manualmente con le stesse spazzole, usate però più energicamente, l'acqua in eccesso, in modo da evitare che tempi di asciugatura troppo lunghi, che potrebbero ad esempio verificarsi nel caso si proceda durante l'Autunno-Inverno, danneggino irrimediabilmente la lana.

Per l'asciugatura va infine posto all'ombra ben teso in una zona ventilata. Non bisogna mai appenderlo perché il tappeto, impregnato d'acqua, è pesante e le fibre della struttura tendono a deformarsi.
Sulla sua superficie si deve passare più volte una spazzola, per continuare il processo di pettinatura che deve essere perfezionato prima della completa asciugatura.

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Inconvenienti dell'uso quotidiano

Le Tarme

Le tarme oltre a provocare gravi danni, sono anche difficili da scoprire. Vivono e si riproducono in ambienti con poca illuminazione, e sono divoratrici di lana. Normalmente stazionano nel pelo e depongono milioni di uova nel giro di poche settimane. A volte mangiano la lana all'altezza del nodo, per cui il tappeto anche se appare integro, perde la  lana quando viene aspirato.
In questi casi occorre irrorare il tappeto con disinfettanti e disinfestanti e rinchiuderlo in contenitori a tenuta ermetica per almeno un mese. Dopodichè si deve procedere ad un lavaggio energico, e quindi all'eventuale restauro delle zone "mangiate".

Da tener presente, comunque, che le tarme hanno, come la maggior parte degli insetti, il loro habitat naturale in zone caldo/umide, quindi si corre un maggior rischio, quando si lascia il tappeto bagnato (ad esempio dopo un lavaggio) o anche solo umido (come quando lo si riposiziona dopo aver lavato il pavimento, magari non ancora del tutto asciutto).

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Il Restauro

In caso il tappeto abbia dei danni gravi, è necessario procedere ad una vera e propria opera di restauro, lavoro così difficile ed impegnativo che occorre lasciare ad artigiani esperti e competenti.
Il restauro ha il fine di conservare e proteggere (restauro conservativo) il tappeto o di ricondurlo allo stato originario (restauro integrativo).

Determinata l'importanza, l'età e la provenienza del tappeto, il restauratore ne analizza lo stato generale, sia al dritto che al rovescio; quindi passa allo studio dei danni per identificare il tipo di intervento da effettuare. Prima di ogni opera di restauro, il tappeto deve essere sottoposto a lavaggio, al fine di lavorare su fibre pulite, elastiche e morbide e per poter valutare correttamente i colori.
Questa operazione, data l'abilità e le conoscenze richieste, può risultare anche piuttosto costosa e quindi va eseguita e consigliata solo se si è in presenza di un tappeto di un valore che giustifichi il costo del restauro stesso. Ovviamente, ci si trova di fronte a lavori e costi differenti, a seconda che ci si imbatta in:

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Buchi

Un buco può essere provocato da cause diverse (bruciature, animali, attriti violenti causati da oggetti trascinati); se il tappeto è molto sporco le fibre perdono la loro elasticità, tendono a spezzarsi e polverizzarsi, soprattutto in ambienti troppo secchi.

Restaurare un buco significa ricostruire di nuovo una parte del tappeto. Va quindi riposizionata la parte bucata del tappeto su di un piccolo telaio, vanno ricostruite, inserendole all'interno della struttura ancora esistente ai margini del buco, le nuove strutture portanti (trame ed orditi), e quindi va riannodata su questi la lana, seguendo le logiche dei disegni e dei colori preesistenti. Alla fine, la parte restaurata va rasata, pettinata, ed eventualmente invecchiata per renderla più uniforme al resto del tappeto (ovemai ci si trovi in presenza di un manufatto antico). Tale procedimento, è ovviamente uno dei più costosi da effettuare.

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Il Tappeto Marcio

Un tappeto a lungo bagnato, marcisce. Quando ciò succede, il tappeto si presenta inizialmente rigido al tatto, perde la sua elasticità e risulta impossibile piegarlo completamente; inizia a "cantare", espressione gergale che indica il rumore (crac) che si sente quando si tenta di manipolare un esemplare marcio. Col tempo, si iniziano a manifestarsi tagli, sempre più grandi e frequenti e, in ultimo, la zona marcia si stacca completamente dal resto del tappeto e si polverizza.

Per ovviare a questo problema, occorre eliminare le aree marcite, generando così un buco che deve essere restaurato. Nel caso che le zone di marcite siano molto estese, occorre valutare se il restauro sia conveniente  o sia opportuno invece cucire semplicemente una fodera sul rovescio per rinforzare le parti più deboli della struttura con fili sottili e resistenti.

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Le frange

Le testate, cioè le parti terminali del tappeto sono costituite dai fili dell'ordito che fuoriescono fino a formare le cimose e le frange. Queste sono portate a sfilarsi e sfibrarsi. Appena il tappeto mostra i primi  segni di cedimento è necessario intervenire con un restauro conservativo operando una fermatura che può essere sia ad ago (per i tappeti antichi e con frange molto corte) che a ciuffo (per tutti gli altri). il lavoro in questo caso è tra i più semplici ed economici, ed è sempre consigliabile farlo in fretta, al fine di evitare di perdere anche file di nodi e quindi di disegno del tappeto vero e proprio.

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I Bordi


Nei tappeti di pregio ad alta densità di nodi, magari con trame e orditi di seta, la tensione dei nodi e la rigidità della struttura possono causare l'arricciatura delle bordure, non consentendo la perfetta stesura del tappeto. Il problema è che il tappeto possa strapparsi nella parte esposta alla piega. In questi casi, si interviene in due modi, a seconda della gravità del caso:

per quelli più "leggeri", basta in genere applicare delle fasce di stoffa rigida o meglio di cuoio lungo tutto il lato, in modo da tenere steso il bordo stesso ed evitare "l'arricciamento";

nei casi più gravi invece, l'unico intervento possibile è quello di intervenire sulla struttura interna, "ristendendo" e stirando l'intero tappeto. Questo lavoro, molto complesso e delicato, richiede l'intervento di un restauratore particolarmente abile.

C'è un altro tipo di danno che colpisce in modo particolare i bordi: quando il battitappeto, giorno dopo giorno, va ad insistere su di essi, col tempo le bordure tendono a rompersi e/o a staccarsi. In questi casi va ricreato un nuovo bordo, dopo aver "pulito" da ciò che rimane del vecchio il tappeto, ricoprendo le prime file verticali di nodi con altra lana, ovviamente nel rispetto delle caratteristiche e dei colori del bordo preesistente. 

I vari lavori possibili sui bordi, variano da una difficoltà (ed un prezzo) irrisori, se bisogna semplicemente applicare una fascia laterale, a livelli molto più alti e impegnativi se bisogna procedere ad una completa ristesura a telaio dell'esemplare.

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Le Macchie

Se vi capita di versare qualche sostanza sul tappeto, è necessario intervenire immediatamente tamponando la zona con una batuffolo di cotone secco e assorbente: consigliamo anche di inserire un foglio di giornale sotto al tappeto per proteggere il pavimento nel caso che un colore dovesse stingere.
Successivamente pulire la macchia col sapone di Marsiglia, sciacquare e fare asciugare il più rapidamente possibile, facendo attenzione ad aerare il tappeto sollevando le parti bagnate.
In linea di massima, non  impiegare mai smacchiatori a meno che non siate certi della qualità dei coloranti utilizzati nella realizzazione del tappeto.

 

La sezione che segue, è a solo scopo indicativo/informativo; Vi consigliamo di NON trattare tutte le macchie con le indicazioni fornite, in quanto prima di ogni trattamento, andrebbe esaminato/valutato il tappeto, operando di conseguenza. Non ci assumiamo quindi alcuna responsabilità per danni derivanti dall'uso improprio dei consigli sotto elencati.

 

In particolare per i tipi di macchie più diffusi, agite così:

Aceto: passare una spugna imbevuta di acqua tiepida, tamponare con uno straccio asciutto e stendere uno shampoo per tappeti. Sciacquare più volte con la spugna imbevuta di acqua pulita. In alternativa, tamponare con acqua e ammoniaca (una parte di ammoniaca per dieci parti di acqua), quindi sciacquare con acqua fredda.

Acqua: tamponare con uno straccetto pulito sfumando i contorni.

Acquerello: procedere come per l'aceto.

Adesivi e colle: per gli adesivi utilizzare uno smacchiatore a base di acetato di amile puro; se a pelo lungo, rifilare delicatamente con le forbici. Per la colla tamponare con alcol. In alternativa, far indurire l'adesivo con ghiaccio e togliere più che si può, poi applicare una soluzione lubrificante e fare asciugare. Se necessario ripetere l'operazione. Se si tratta invece di una macchia di colla già secca, usare alcol o acqua e ammoniaca (fino a 1 parte su 5).

Albume: Acqua, shampoo e qualche goccia di ammoniaca.

Anilina: tamponare con glicerina calda, assorbendo l'eccesso con una pezza asciutta e pulita. Si toglie l'unto con talco o, meglio,  lavando il tappeto.

Bevande alcooliche e Alcol (birra): dopo aver tamponato con acqua minerale gassata, passare un panno imbevuto di alcol denaturato. In alternativa, su lana e velluto si può usare acqua con etere; su seta, solo acqua tiepida.

Brodo: acqua tiepida e sapone, dopo aver tamponato con acqua assorbente.

Bruciature su lana: ammoniaca e acqua ossigenata diluita; su seta: acqua fredda con succo di limone e sale da cucina; nei casi più gravi, strofinare leggermente e con movimenti circolari con carta vetrata sottile.

Burro: con la carta assorbente e il ferro caldo assorbire l'unto, applicare infine uno shmapoo liquido per tappeti; se la macchia persiste, usare trielina.

Caffè: sciacquare subito; impregnare con una soluzione di aceto e acqua in parti uguali e sciacquare di nuovo.

Catrame: lasciare agire per circa un'ora una soluzione di acqua e glicerina in parti uguali, poi sciacquare con acqua. Se necessario, eliminare i residui con trielina.

Cera: raschiare, mettere sulla macchia carta assorbente o da pacco e passare il ferro tiepido (sostituire spesso la carta).

Chewing-gum: riempire un sacchetto di plastica con cubetti di ghiaccio, appoggiarlo sul chewing-gum e, quando sarà duro, rimuoverlo delicatamente con un coltellino per non strappare il pelo.

Cioccolata: Tamponare con acqua e poi strofinare con una pezzuola imbevuta in una soluzione di acqua tiepida (un bicchiere) e boro (un cucchiaino).

Coca Cola: tamponare con shampoo per tappeti e acqua minerale gassata.

Colori a olio: asciugare le macchie fresche con uno straccetto, poi intervenire con apposito shampoo; su quelle secche, con solvente.

Cosmetici: tamponare con shampoo per tappeti diluito, poi sciacquare.

Erba: trattare con acqua e aceto, dopo aver versato sulla macchia succo di limone.

Escrementi di uccelli: asportare con un cucchiaio e poi procedere con acqua tiepida e qualche goccia di ammoniaca.

Fango: lasciate asciugare poi aspirate dopo aver rimosso il fango con una spazzola dura; togliere eventuali aloni con un po' di alcol denaturato.

Frutta: tamponare con uno straccetto asciutto, strofinare quindi imbevendolo nello shampoo e lasciare agire, quindi trattare con alcool.

Fuliggine: aspirare bene, senza spazzolare per non estendere la macchia; se rimangono tracce, spargere un po’ di talco, lasciare agire e aspirare di nuovo.

Gelato: tamponare con una spugna umida; se la macchia persiste, passare uno shampoo per tappeti

Grasso: mettere una carta assorbente sulla macchia, passare il ferro caldo fino all'assorbimento. Eliminare l'alone strofinando con acqua e shampoo specifico

Inchiostro: tamponare al rovescio con alcol puro o con una soluzione di alcol ed etere in parti uguali. Al dritto, passare più volte una spugna imbevuta d'acqua minerale gassata, asciugare, quindi passare una soluzione ottenuta con scaglie di sapone di Marsiglia sciolte in acqua bollente e lasciarla agire per circa un quarto d'ora, infine asciugare. Mettere sotto la macchia carta assorbente. Non strofinare.

Latte: tamponare con acqua e sapone di Marsiglia, sciacquare e procedere al lavaggio con apposito shampoo.

Lucido per scarpe: asciugare con uno straccetto di cotone, poi tamponare con alcol.

Muffa: tamponare con acqua e sapone di Marsiglia, sciacquare e procedere al lavaggio con apposito shampoo.

Pennarello: asciugare con uno straccetto di cotone, poi tamponare con alcool.

Pomodoro: lavare con acqua e cospargere di talco.

Resina: tamponare con essenza di trementina e alcol, quindi sciacquare.

Rossetto o smalto: tamponare con alcool o ammoniaca diluita.

Ruggine: succo di limone e un pizzico di sale fino, sciacquare con acqua fredda o tiepida.

Sangue: se fresco tamponare con una spugna imbevuta di acqua fredda; se a secco, acqua e glicerina in parti uguali e poi sciacquare, oppure applicare una soluzione composta da una parte di acqua ossigenata e da cinque di acqua fredda; se non fosse sufficiente, ricoprire la macchia con perborato e spazzolare dopo un'ora.

: asciugare con un panno di cotone, tamponare con una spugna imbevuta d'acqua, quindi intervenire con uno shampoo per tappeti.

Uovo: usare acqua leggermente tiepida addizionata con uno o due cucchiai per litro d'ammoniaca.

Urina: tamponare con acqua fredda e sciacquare con un disinfettante e con una leggera soluzione di ammoniaca per rinvigorire i colori.

Vernici: acqua calda con essenza di trementina, poi lavare con acqua e sapone; le vernici alla nitrocellulosa si eliminano con l'acetone.

Vino: tamponare con una pezzuola bianca asciutta, poi passare una spugna imbevuta di acqua tiepida più volte; se la macchia persiste, applicare acqua e glicerina in parti uguali e lasciare agire per circa un'ora, tamponare con uno straccetto imbevuto di acqua fredda, infine passare un po’ d'alcol denaturato.

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