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Pazyryk: La storia del tappeto più "vecchio" del mondo Stampa E-mail

 

Ogni tappeto racconta una storia, ma pochi possono vantarne una così affascinante come il tappeto più antico mai trovato intatto.

E' il tappeto di Pazyryk, scoperto, congelato, in una tomba della steppa siberiana. Tessuto nel V° secolo A.C. e recuperato quasi 2500 anni dopo, quando, nel 1949, gli scienziati russi aprirono uno dei molti tumuli ritrovati nella valle di Pazyryk, nei monti Altai a sud di Novosibirsk.

Perché le tombe, al confine della frontiera della Russia con la Cina, Kazakistan e Mongolia, venivano scavate in profondità e coperte con pali di legno e pietra; il tappeto e i corpi mummificati dei nobili che accompagnava quindi, emersero in uno stato straordinariamente ben conservato.

 

  

 

Ecco una foto di un angolo del tappeto, che è ora al Museo Hermitage di San Pietroburgo. L'immagine nella parte superiore della pagina è un dettaglio di uno dei cavalieri del tappeto.

Il secolo durante il quale il tappeto è stato messo nel sepolcro è meglio conosciuto in Occidente per quello che stava accadendo nella Grecia antica.

Il V° secolo infatti è stato il tempo delle guerre greco-persiane, Erodoto completava la sua "storia" della costruzione del Partenone, Sofocle scriveva "Antigone" e, infine, ci fu la rovinosa guerra del Peleponneso tra Atene e Sparta.

Ma la storia che ci racconta il tappeto è molto diversa da quella degli antichi greci.

Racconta la storia degli Sciti, una tribù in parte sedentaria, in parte nomade, la cui casa era la vasta distesa dell'Eurasia a nord della Grecia, Mesopotamia, Persia e Cina.

 

 

Questa è la foto di un cavaliere Sciita, realizzata con una tecnica di applicazioni di feltro. E'stata trovata appesa ad un muro, insieme al tappeto, nelle tombe di Pazyryk.

Interlocutori, ma fieramente indipendenti dal dominio del grande impero Persiano, gli Sciti estesero la loro influenza nelle terre che vanno dalla moderna Bulgaria, attraverso l'Ucraina e in Asia centrale, fino al confine con la Cina di oggi.

La base del loro potere, e la loro ricchezza di negoziazione, stava nelle numerose mandrie di cavalli e nella bravura dei loro cavalieri, che rendeva il loro esercito estremamente mobile e quasi impossibile da conquistare.

Allo stesso tempo, erano un canale imprescindibile per il commercio lungo la via della Seta, che ha trasportato le merci tra la Persia, l'India e la Cina.

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La particolarità delle popolazioni scite stava però nel riuscire ad associare la mobilità tipica dei cavalieri e dei nomadi, al mantenimento di una cultura e di una corte ricca e strutturata, di solito associata alle popolazioni sedentarie ed agli abitanti delle città. Ciò era probabilmente dovuto anche all'uso di carrozze come questa, trovata smontata nelle tombe di Pazyryk. Tramite esse infatti erano in grado non solo di spostare facilmente le loro tende e le altre necessità, ma anche portare con sé interi negozi di beni di lusso, alcuni dei quali importati o di produzione propria. Infatti, una delle cose per le quali gli Sciti sono ancora ricordati oggi, è stata la loro capacità di lavorare l'oro e la realizzazione di gioielli intricati e splendidi, dei quali oggi sono pieni i nostri musei.

L'altra cosa per la quale sono ricordati gli sciti è la dimensione del loro tumuli reali, noti come "kurgan", che in alcuni casi raggiungevano e superano 20 metri di altezza. All'interno, come le piramidi egizie, i nobili erano sepolti con il loro tesoro per l'uso nella vita ultraterrena.

 

 

Questa mappa mostra, approssimativamente, l'entità delle terre scite al tempo dell'Impero Romano.

L'altro grande popolo nomade del nord dell'Eurasia in quel momento, era quello di lingua turca (da "Turan" il mitico antenato dei Turchi), che abitava le zone più ad est.

Più tardi questi popoli sarebbero stati spinti verso il lato più occidentale, dal secolare conflitto con i persiani, così come emblematicamente raccontato nei poemi epici classici della letteratura persiana.

Comunque, seppure oggi si sa abbastanza degli sciti e dei loro usi, soprattutto grazie alla menzione che di loro se ne fa nelle storie antiche e allo scavo dei loro tumuli, si sa molto poco sulla loro cultura tessile e dei tappeti.

L'unica certezza è che realizzavano sia tappeti annodati che feltri e tappeti piatti, e che entrambe le lavorazioni, mostravano un elevatissimo livello di sofisticatezza tecnica ed estetica, a dimostrazione che appartenevano ad una tradizione artistica molto antica.

Ma se questa tradizione fosse originata dagli stessi sciti o "presa in prestito" dai vicini è impossibile saperlo con certezza.

La maggior parte degli studiosi ritengono che il tappeto di Pazyryk non avrebbe potuto essere tessuto in un ambiente nomade in un angolo remoto della steppa siberiana.

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Murray Eiland Jr. e Murray Eiland III, in una nota del loro libro "Tappeti Orientali" (1998) sostengono che il tappeto "solleva la questione di come dei pastori nomadi avrebbero potuto acquisire la perizia necessaria ad eseguire un lavoro tecnicamente perfetto"; e si rispondono che "gli scambi commerciali potevano produrre questo come risultato, tanto è vero che sono stati ritrovati tessuti di seta cinese a Pazyryk e in altre sepolture nomadi delle steppe".

Le teorie sull'origine del tappeto assumono quindi che fu tessuto probabilmente in un importante centro della Persia achemenide, o forse in un avamposto dell'impero persiano vicino a Pazyryk. Se così fosse, ci troveremmo di fronte non solo al tappeto più antico mai realizzato e ritrovato intatto, ma anche ad un esempio lampante del primo commercio dei tappeti.

Con i suoi motivi di cavalieri e cervi, potrebbe essere stato espressamente progettato per l'esportazione verso le steppe. Oppure, avrebbe potuto essere specificatamente commissionato da un capo scita.

 

Ecco una sella trovata nelle tombe di Pazyryk, che mostra lo stesso tipo di nappe che si possono vedere sulle selle raffigurate nel tappeto.

Il mistero dell'origine esatta del tappeto Pazyryk probabilmente non sarà mai risolto. E forse, non ha neanche bisogno di esserlo, perché il Pazyryk detta un punto fermo ancora più importante, e cioè che i tappeti, siano essi tessuti in proprio o importati da lontano, sembrano essere un interesse umano universale antico come il tempo.

Tra l'altro, si può affermare anche un'altra cosa: il tappeto è stato da sempre considerato un oggetto di grande importanza, di pregio, un bene prezioso, tanto che gli Sciti lo includevano nell'elenco delle cose adatte ad essere inserite in una tomba reale.

 

 

 

Oggi, il tappeto di Pazyryk è regolarmente riprodotto da tessitori di tappeti moderni, che trovano il suo "design" comprendente cavalli, grifoni e cervi, ancora ricco di un fascino magico.

Questa copia viene prodotta da tessitori del nord dell'Afghanistan.

E 'interessante pensare al tappeto di Pazyryk, collocato in una tenda reale, come primo esempio conosciuto al mondo, di una stanza arredata con un tappeto.

Ed è ancora più affascinante pensare che questo esempio, così sorprendente per la sua bellezza, può anche arredare le nostre case oggi....

Liberamente tradotto da Tea & Carpets

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