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Abrash: con questo termine si indicano delle variazioni di tono o di intensità di uno stesso colore causate, generalmente dalla diversità di tintura delle fibre utilizzate. L’abrash autentico non viene considerato un difetto ma una prova della genuinità del manufatto.

Abi: vocabolo persiano con cui si indica il colore azzurro.

Adler: vocabolo tedesco che significa aquila. Sono detti Kazak Adler alcuni tappeti caucasici provenienti dall’area armena. Il termine Adler si riferisce ai loro medaglioni che ricordano le aquile araldiche.

Afshan: vocabolo persiano che indica la piena fioritura, convenzionalmente usato per definire un motivo decorativo floreale tipico delle zone caucasiche di Kuba e del Karabagh oltre che del Kurdistan. Il disegno è costituito da rosette e palmette alternate in filari verticali, congiunte da coppie di foglie disposte ad angolo. L’origine del disegno è legata alla decorazione “a vaso” degli esemplari safavidi del Seicento.

Aiatlik: parola turca che definisce i tappeti da preghiera.

Aina-Gotschak: motivo decorativo ricorrente su Joval e Torba turcomanni: il campo è suddiviso in riquadri minuti, ciascuno ornato da un motivo uncinato (gotschak).

Aina-Gul: letteralmente il termine “gul” significa “a specchio”. I tappeti con questo disegno sono formati da piccoli gul inscritti in spazi rettangolari ricorrenti nella produzione minore delle tribù turcomanne.

Aina-Kap: tappeto a forma di piccolo astuccio porta specchio in uso presso i turkmeni.

Ak-Su: motivo decorativo frequente nel campo di Joval e Torba turcomanni analogo all’aina-gotschak.

Alam: vocabolo con cui si indicano le bordure supplementari presenti sulle testate dei tappeti turkmeni; possono essere annodate oppure semplicemente tessute e ornate da ricami con trame aggiunte. Anche raffigurata in minareti e moschee, diffuso in Turchia, spesso schematicamente riprodotto all’apice dei mihrab dei tappeti.

Albero della vita: antico simbolo orientale di fertilità e prosperità. Compare spesso nei tappeti a preghiera. È spesso interpretato come simbolo dell’asse del mondo, poiché collega i tre livelli cosmici che compongono l’universo: quello sotterraneo, quello terrestre e quello celeste. Per il suo ricco significato simbolico questo motivo compare spesso nei tappeti a preghiera, in interpretazioni più o meno stilizzate.

Alchagulchichi: vocabolo che significa chi-chi con fiori di prugno e indica un particolare gruppo di tappeti chi-chi.

Algam: bordura secondaria diffusa nella produzione turcomanna, ornata da piccoli motivi a forma di “S”. Questa bordura è detta anche ghamchi.

Allume: solfato di potassio e alluminio, usato per mordenzare direttamente la lana prima della colorazione. Si presenta in forma di cristalli traslucidi.

Anilina: ammina aromatica, derivata dalla distillazione del catrame, che costituì un importante intermedio nella preparazione delle prime sostanze coloranti, dette appunto colori all’anilina.

Annodatura: termine usato spesso in sostituzione di tessitura. Questo vocabolo indica il procedimento, nella produzione dei tappeti, con cui il tessitore forma il vello annodando il filato di lana attorno all’ordito.

Amogli (Emogli, Amoghli): maestro tessitore a Mashad morto all’inizio del Novecento. I suoi tappeti, spesso firmati, si distinguono dagli altri Khorasan per l’uso della cimosa blu.

Arabesco: motivo decorativo costituito da disegni floreali stilizzati che si possono riprodurre all’infinito.

Arazzo: panno tessuto manualmente su telaio.

Armenibaff (anche: Armenibaft): trattasi di una tipologia di tappeti prodotti in Iran nel distretto del Chahar Mahal da tessitrici di origine armena; il termine designa un prodotto di alto livello fra la produzione generalmente nota come Bakhtiari.

Asmalyk: coperta ornamentale, generalmente composta da 5 o 7 lati e realizzata a coppie, usata per lo più durante i festeggiamenti e i matrimoni, per i fianchi dei cammello e dei cavalli.

 

 

 

Aspadana: Nome storico di Isfahan.

At-Cheki: termine turco indicante i finimenti da sottopancia, per cammelli e cavalli; sono a tessitura piatta oppure anche annodati.

At-Djoli: termine turco, designante la coperta per il cavallo. Può essere a tessitura piatta oppure annodato, ma sempre di fattura molto fine. La forma è un rettangolo (o quasi un trapezio), da cui partono due bracci, che servono per fermare la coperta attorno al petto dell’animale.

 

 

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