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Riconoscere i Tappeti e i Tessili Antichi (1° parte) Stampa E-mail

 

fonte TappetiMagazine - Autore Kailash

Ho pensato di scrivere questa guida per cercare di fare un po' di luce sulla classificazione che si da ai tappeti di antica manifattura.

Infatti, noto spesso che in alcune trasmissioni televisive e anche presso certe gallerie e mercanti, per le proposte di vendita dei tappeti di non più recente produzione si abusi del termine "antico".

Alcuni lo fanno intenzionalmente per dar maggior importanza a ciò che propongono, altri sono in buona fede, ma non sanno ciò che vendono, altri sono sempre in buona fede, perché poi vendono l'oggetto per il suo reale valore, ma si fregiano del termine antico, altri ancora sono in mala fede perché truffano. Non voglio né biasimare né giustificare l'uno o l'altro comportamento, giacché ognuno è responsabile delle proprie azioni, ma questo fa si che si generi confusione per una chiara e trasparente trattativa.

Siccome ormai gran parte della diffusione di marketing e di vendita avviene on-line o per mezzo dello strumento televisivo, siamo sicuri che ciò che vediamo da un'immagine sia attendibile al 100%, perché chi acquisti abbia le garanzie necessarie di tutela e sicurezza? Anch'io, che da più di 15 anni mi dedico al collezionismo tessile, mi rendo conto alcune volte, che è difficile valutare un tappeto od un tessile solo dall'analisi fotografica, senza avere il tessuto realmente tra le mani.

Una foto dice molto se chi guarda conosce, ma non dimentichiamo che molto dipende dalla restituzione fotografica di ciò che è rimasto impresso sulla pellicola, sul supporto magnetico o elettronico. Senza poi contare che esistono una moltitudine di trucchi per modificare e rendere più apprezzabile ciò che crediamo di vedere. Si possono regolare i colori, correggere l'intensità della luce, mascherare alcuni difetti e, se uno è esperto, si possono fare dei veri e propri capolavori.

Quindi attenzione, è già difficile analizzare un tappeto dal vivo, specialmente se è d'epoca, figuriamoci da una foto.

E' bene comunque ricordare che anche se un immagine è altamente attendibile, nella realtà i trucchi più usati per retrodatare i tappeti sono i seguenti:

Il più banale, retrodatarne l'epoca (es. se è del 1950 asserire che è del 1915, se è del 1915 asserire che è del 1880 ecc.);

Inserimento di date anteriori all'epoca d'annodatura;

Sottoporre i tappeti ad usura e lasciarli al sole, lavandoli con lavaggi chimici che ne smorzino i colori;

Sui tappeti usurati, ritoccare le linee principali con dei colori per tessuti, ed a volte anche zone ove affiora l'ordito e la trama, in modo da rivitalizzare l'intera composizione, questo metodo è usato più di quanto non si creda;

Prendere dei tappeti vecchi, molto ben disegnati con materiali simili a quelli antichi e ritoccarne il vello; incidere le lane color nero e marrone tramite dell'acido che ne simuli l'ossidazione ed uso di apposite pietre, per sfregare il vello e renderlo più consunto, lavaggio per simulare la patina;

Sostituire parti del vello usurato o che abbia avuto un decadimento di colore;

Togliere dal vello quei colori che si presume anilinici o di altra origine chimica (arancione statico e stridente, rosso violento, rosa confetto, color fucsina e malva, verde duro e giallo senape spento) sostituendoli con tinture naturali (vegetali,animali o minerali) per retrodatarne l'epoca;

Se ne vale la pena dal punto di vista economico, alcuni bravi restauratori prendono dei tappeti antichi interi molto usati e rovinati, ma che abbiano ancora una bella composizione e l'ordito e la trama il più possibilmente originali, e ne ricostruiscono interamente il vello; il vello nuovo poi viene appositamente trattato con complessi procedimenti che ne simulano l'invecchiamento, cosicché poi il tappeto può venir spacciato per intonso ed in ottimo stato; stessa cosa si fa per i frammenti, ricostruendo le parti mancanti.

Il livello più sofisticato ed insidioso è quello di riprodurre tappeti antichi storici partendo da zero,utilizzando lane vecchie e tecniche complesse di lavorazione per ricreare gli esemplari originali, in poche parole riuscire in ciò che il più famoso restauratore e falsario di tutti i tempi Theodor Tuduc riusci a fare all'inizio dei primi del novecento, seminando il panico fra i collezionisti e i musei di tutto il mondo; la scarsa reperibilità sul mercato di tappeti precedenti al 1800 e una domanda comunque sostenuta sta pericolosamente portando in Turchia e non solo, alcuni mercanti e restauratori senza scrupoli a ricreare ciò che non si trova più, spacciandoli per veri. Quindi bisogna sempre sapere ciò che si va a comprare e da dove proviene.

Queste sono alcune delle pratiche che vanno dalle più semplici a quelle più sofisticate per far passare tappeti con molti anni, molto rovinati e di scarsa valenza artistica e storica per dei pregiati esemplari antichi da collezione in ottimo stato di conservazione. Perché è bene ricordare che nel collezionismo tessile bisogna ricercare quei tappeti e tessili che abbiano ancora qualcosa da raccontare dal punto di vista artistico e storico e che siano stati eseguiti prima dell'avvento della massiccia richiesta occidentale per l'esportazione ad uso commerciale-arredativa. Si possono prendere in considerazione anche dei frammenti, ma che siano originali e che preservino ancora la loro bellezza e la freschezza di un tempo, e non siano stati gravemente compromessi con interventi di restauro invasivi.

Ma che cos'è in realtà un tappeto o un tessile antico e come lo si riconosce dalla moltitudine di esemplari semi-antichi, vecchi, semi-vecchi, contemporanei, dalle copie più o meno riuscite, dalle nuove produzioni a colorazioni naturali eseguite secondo le antiche tradizioni, (oggi abbastanza rarefatte) o naturali "sintetizzate in laboratorio" e dai falsi antichi che se ben eseguiti sono molto insidiosi anche per i collezionisti?

Come si fa a distinguere il valore storico, artistico, stilistico, iconografico, etnografico ed attribuirgli un valore economico ad esemplari anche della stessa area di produzione ed epoca?

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Il tappeto antico per un occhio esperto non è difficile da riconoscere, poiché esso è come un libro aperto e non può mentire. E' un oggetto che ha una sua storia legata intimamente ai popoli che l'hanno creato, e la storia è comprensibile solo a chi l'ha studiata bene.

Il tappeto antico inoltre, strutturalmente ha una sua "tridimensionalità" da cui scaturisce un codice identificativo dato dalla scelta, composizione, consistenza dei materiali e dal tipo d'annodatura, oltre che da un insieme di parametri che passatemi il termine io definisco come una sua "anima" figlia di quel tempo che l'ha creata e la lettura va fatta comprendendo tutti questi aspetti.

Mi spiego: per sapere se un tappeto è d'epoca bisogna saper analizzare diversi aspetti, e per far ciò bisogna prima aver eseguito alcuni passi che gettano le basi per la comprensione di ciò. Innanzitutto se si vuole capire qualcosa di un qualsiasi campo di cui sappiamo poco o di cui non abbiamo nessuna cognizione, l'unica cosa da fare per primo è documentarsi in qualche buon libro. Non se ne saprà mai abbastanza, ma sicuramente in futuro sbaglieremo molto meno le nostre analisi e considerazioni.

Esempio, per l'argomento vastissimo dei tappeti si dovrebbe comprendere perché la storia della tessitura si è concentrata in determinati luoghi piuttosto che in altri. Per tappeti, noi occidentali, ci rifacciamo sempre al mondo "orientale", ma ci sono tappeti anche di altre provenienze basti pensare alla nostra stessa Europa, per citarne alcuni basti pensare ai tappeti francesi di Savonnerie e di Aubusson, o ai tappeti spagnoli di Alcaraz e Cuenca, o a quelli inglesi di Axminster.

In verità è giusto partire ad esaminare i tappeti chiamati "orientali", perché da approfondite e non ancora concluse indagini storiche la tessitura annodata si pensa che si sia sviluppata tra le antiche terre dei Persiani Achemenidi, nell'antica Anatolia e tra gli antichi popoli nomadi del Caucaso e dell'Asia centrale, ci sono diverse teorie a riguardo e tutte particolarmente interessanti e valide.

Bisognerà quindi documentarsi sulla storia che ha caratterizzato almeno i paesi del bacino del Mediterraneo, del Medio Oriente, del Caucaso, del Turkmenistan e dell'Asia.

Qualche nozione di archeologia ed etnologia per cercare di dare un' interpretazione alla simbologia arcaica è necessario apprenderla, anche se bisogna sapere che è un campo estremamente complesso che si presta a facili speculazioni e a meno che non si sia antropologi è meglio non avventurarsi in spiegazioni non suffragate da alcuno studio.

Si dovranno conoscere i ritrovamenti più antichi dei tappeti e dei frammenti antichi annodati, dal tappeto di Pazyryk, risalente a circa il 500 A.C., ai frammenti copto-egiziani del III e V sec. D.C., e per andare ancora più a ritroso nel tempo si può arrivare fin quasi agli inizi del Neolitico per i tappeti a tessitura piana. Per maggiori approfondimenti si rimanda ai testi che trattano le ricerche archeologiche dei Kurgan di Pazyryk e delle civiltà delle steppe dell'Altai, ai siti di Catal Huyuk. in Anatolia ed alle teorie sulla Dea Madre.

E' necessario avere una approfondita panoramica delle produzioni più antiche dei tappeti del periodo compreso fra l'alto medioevo e la fine del XVIII secolo, poiché quasi tutte le produzioni ottocentesche ne sono influenzate o ne derivano.

D'obbligo è visitare i più importanti musei nazionali ed internazionali che comprendano collezioni di tappeti e tessili antichi, sono un ottima scuola per avere un parametro di riferimento su ciò che viene selezionato dai musei. Il riconoscimento a livello internazionale di un manufatto come oggetto d'arte universale è un ottimo mezzo di confronto per valutare ciò che viene proposto sul mercato d'alto antiquariato.

Molto importante e poi andare alle mostre specializzate, ed alle aste, si possono toccare con mano i manufatti antichi, la maggior parte di quelli in commercio si possono attribuire al XIX secolo e ai primi del XX secolo quelli semi-antichi e vecchi. Alcune volte agli eventi più importanti si possono ammirare esemplari del XVI, XVII e XVIII secolo. Le mostre sono l'occasione dove si possono rivolgere molte domande agli espositori, specialmente se vi sono noti mercanti che possono a volte anche essere importanti collezionisti. Prestate attenzione ai prezzi di mercato, per esempio cercate di capire perché per un tappeto frammentario e grossolano si possono chiedere cifre molto alte mentre per uno apparentemente più bello e più fine di meno, perché per tappeti simili fra loro i prezzi oscillino considerevolmente; fatevi queste domande. Osservate come si muove il mercato e che oscillazione di prezzo hanno determinate tipologie.

Come vedete non è semplice affrontare con semplicità il mondo del tappeto antico, ma dopo aver compiuto i primi passi ed aver maturato un minimo d'esperienza, ci si può inoltrare nell'analisi più approfondita dei manufatti vecchi ed antichi.

(fine Prima parte)

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