|
Nella provincia nordica del Mazandaran, bagnata a nord dal mar Caspio e delimitata a sud dai monti Alborz, vi è ai piedi della suddetta catena montuosa la cittadina di Kelardasht, un agglomerato di case ed attività agricole abitato da popolazioni curde che lavorano un tappeto "minore", sia in termini qualitativi che quantitativi, molto simile a quelli lavorati dalle altre e ben più numerose etnie curde dell'Iran Occidentale (zona di Hamadan) e, in particolare, della città di Zanjan.

fullscreen
Lavorati su telai verticali piuttosto rudimentali fissati, durante la buona stagione, ai muri esterni delle case, i Kelardasht vengono realizzati con trame in cotone o lana a doppio ricorso, orditi in cotone (anche se in alcuni casi è possibile l'uso della lana) e vello in lana. Il nodo utilizzato, quello turco, viene realizzato con una densità di annodatura mai elevata, anche se negli esemplari più vecchi, quelli realizzati prima del 1960, ci si può imbattere in alcuni tappeti di discreta fattura, e dai disegni/colori che mantengono ancora inalterato i dettami della tradizione. Da un punto di vista iconografico, la produzione di Kelardasht può sembrare a prima vista una rivisitazione in chiave molto meno raffinata dei tappeti caucasici: non di rado infatti si riscontrano rappresentazioni di esagoni dal profilo spesso uncinato o scalare, rosette, diamanti e fiori stilizzati. I formati sono quasi sempre di dimensioni ridotte, il più comune e il "dozar", eseguito però in una forma allungata, che ne accentua la caratteristica a "passatoia". I colori, sempre brillanti su fondo scuro, vertono sulle tonalità del rosso, del blu, del marrone. Scheda Tecnica dei Kelardasht: Trama: Cotone o Lana Ordito: Cotone, raramente in lana Vello: Lana Nodo: Turco (ghiordes, simmetrico), raramente anche il Persiano (senneh, asimmetrico) Densità di annodatura: 80.000 - 220.000 nodi al m2. Misure Principali: 200 x 90 - 220 x 130 - 300 x 230 top
|