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Nella provincia del Fars e, più a nord, tra le popolazioni perlopiù nomadi che gravitano nelle vicinanza dei monti Zagros, da sempre è stato in uso tessere un tipo di tappeto chiamato Gabbeh o Gabeh ("Gava" in Curdo e Luri e "Khersak" nel dialetto dei Bakhtyary). Utilizzato precedentemente come coperta, da usare nelle tende accampate in aree dalle temperature notturne rigide, e poi per abbellire le stesse durante il giorno, la principale caratteristica dei Gabbeh, oltre che in una decorazione estremamente semplice e a tratti "naive", sta nella rasatura molto alta del vello (anche 4 cm.) e, conseguentemente nell'elevato peso di tali manufatti.

Fino a qualche decennio fa, i Gabbeh erano praticamente assenti nel commercio internazionale dei tappeti, in quanto innanzitutto tessuti per uso esclusivamente personale e poi, ritenuti dalle stesse popolazioni che li annodavano, oggetti troppo grossolani per essere apprezzati nei raffinati mercati europei ed americani.

Intorno agli anni '60 però, una delle maggiori aziende produttrici di tappeti dell'Iran (Zollanvari), intuì l'enorme potenzialità data dagli impianti tribali e in alcuni casi, addirtittura rozzi, che i Gabbeh presentavano, soprattutto se abbinati al nuovo stile moderno e minimalista che andava diffondendosi tra gli interior designer occidentali.

Iniziò quindi la produzione a fini commerciali dei Gabbeh, i cui disegni e colori furono addirittura commissionati da architetti e progettisti europei, ma nonostante ciò, si riuscì a mantenere praticamente inalterato il retroterra stilistico e culturale dei manufatti, con il loro impianto grossolano e primitivo.

 

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Annodati su telai orizzontali (vedi anche il video del seguente link) che possono essere assemblati in modo rapido e semplice (una necessità per le popolazioni nomadi del Sud Iran), e prevalentemente da donne, in quanto ritenuto una "faccenda di casa", un loro territorio di competenza, i Gabbeh usano perlopiù trame ed orditi di lana (ma a volte viene usato anche il cotone) filata spesso a mano. In alcuni casi il vello viene realizzato con la stessa lana, lasciata grezza, non tinta, oppure colorata con colori ancora di origine vegetale (ma anche qui sempre più spesso sono utilizzati i colori sintetici) e con un effetto non omogeneo della tintura, che da poi al manufatto finito, una caratteristica tavolozza di nuances chiaroscure o, a volte, abrashes messe li in bell'evidenza, a rimarcare l'assoluta genuinità dei manufatti.

Il nodo maggiormente adoperato è quello persiano (senneh), e la densità di annodatura è sempre molto bassa (di media 1500 nodi al dm2).

I decori dei Gabbeh, come dicevamo, sono sempre estremamente semplici: a volte campi a tinta unita, interamente monocromatici, o con piccolissimi disegni che riproducono, quasi come scarabocchi di bambini, piccole figure antropomorfe (uomini o animali); altre volte fasce di colori affiancate, o sovrapposte, oppure un insieme di disegni astratti, assolutamente asimmetrici, davanti ai quali sembra di ammirare un dipinto di arte contemporanea; in determinati casi si assiste alla riproposizione di temi classici, con medaglioni molto stilizzati, ma anche li, è evidente il differrente processo evolutivo, che nei Gabbeh porta a disegni comunque dalla chiara impronta "tribale" e dalla quasi totale assenza di riferimenti simbolici classici. In pochi casi, vengono invece realizzati, sempre in modo molto "naive" e infantile, Gabbeh raffiguranti interi paesaggi, con ruscelli e montagne, proprio come disegni realizzati da bambini, che raccontano scene di vita quotidiana, probabilmente della tessitrice.

I colori usati sono sempre molto accesi: il rosso e l'arancio hanno la predominanza ma, praticamente tutti i colori, nelle loro versioni più forti e vibranti, vengono usati per annodare questi manufatti. 

In seguito al successo che i Gabbeh hanno riscosso in tutti i mercati occidentali, da qualche anno, sia in Turchia, che in Cina, e soprattutto in India e Pakistan, sono state avviate produzioni di Gabbeh, in tutto e per tutto simili, ad un primo sguardo, a quelli Iraniani. La qualità media è più scarsa, ma non è raro trovare, soprattutto in alcune produzioni Indiane, dei Gabbeh realizzati con lane di buona qualità, lucenti e robuste, e con densità di annodatura anche maggiori a quelle medie dei loro originali.

 

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 Splendidi esempi di Gabbeh

 

Scheda Tecnica dei Gabbeh:

Trama: Lana, 2 o 3 passaggi

Ordito: Lana

Vello: Lana

Nodo: Persiano (senneh, asimmetrico)

Densità di annodatura: 100.000 - 180.000 nodi al m2

Misure Principali: 150 x 100 - 200 x 160 - 300 x 200

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