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I Tappeti a Uccelli dei Khamseh Stampa E-mail

 

I gusti e le preferenze dei collezionisti dei tappeti sono notevolmente cambiati nel corso di questo secolo, ed in particolare negli ultimi 10 anni. Uno dei segni più evidenti di tale cambiamento è stato il crescente interesse per i tappeti tribali, termine usato spesso, ma sul quale bisogna accordarsi.

Se infatti siamo tutti d'accordo sul fatto che la vita dei pastori nomadi, che si spostano continuamente con le loro tende è da considerarsi realmente tribale, è anche vero che non solo i tappeti annodati da questi popoli viene definito così, infatti un gran numero di tappeti che noi chiamiamo tribali sono annodati da popolazioni sedentarie in villaggi e/o cittadine.

Spesso, questi tessitori, hanno mantenuto un certo senso di appartenenza tribale, anche se non praticano più, a volte da generazioni, il nomadismo.

Ma allora ci si chiede: è la città che si appropria di un modello tribale o viceversa?

Le prospettive da cui guardare e studiare questo fenomeno sono due: la prima fa dipendere l'attribuzione a come vive e si comporta il tessitore; se è nomade, se è intriso della cultura tribale, allora il tappeto può essere considerato tribale. L'altra prospettiva invece, non parte dall'"operatore" che ha prodotto il manufatto, ma dalla tessitura in se, e cioè se ad esempio sono evidenti stilemi che hanno una simbologia tribale, se la tecnica è quella usata dai nomadi, anche se un tappeto è stato prodotto da popolazioni sedentarie, viene considerato tribale.

Data questa "apertura" nell'etichettare l'appartenenza tribale di un manufatto, il mercato oggi è stato contaminato da alcuni ibridi. Basti pensare che molti tappeti che vengono venduti come "tribali" hanno semplicemente un po' modificato disegni e modelli "urbani". A volte il decoro geometrico di un disegno che viene acquisito e semplificato o "tribalizzato", nel corso dei decenni tende a nascondere la sua prima fonte "urbana". E' evidente dunque, che essendo il mercato dei tappeti tribali "imbastardito" da un notevole numero di esemplari che affondano le loro radici nel contesto stilistico cittadino, quando ci si trova di fronte a tappeti scevri da questa contaminazione, data la rarità degli oggetti, si crea una vera e propria "corsa all'oro" che ha dato vita ad una nicchia di mercato molto fiorente e redditizia.

 

 

 

Tappeto Luri dell'ultimo quarto del XIX secolo e suo particolare, dove si evidenziano gli uccelli.

 

I "Bird Rugs" o tappeti ad uccelli dell'Iran meridionale, appartengono sicuramente a questa categoria. Essi non hanno precedenti nelle tessiture di città e sembra che le loro radici affondino nelle popolazioni indigene del luogo, con una storia che si perde nei secoli. A mio avviso, a prescindere che si tratti di tappeti annodati in villaggi o da tessitori nomadi, questa tipologia di tappeto va considerata davvero il prototipo del tappeto tribale. Il solo fatto di trovarsi di fronte ad una famiglia di disegni tribali che non sono riconducibili ad una sorgente esterna è molto raro.

Per tale motivo, I "Bird Rugs" destano l'interesse da parte di importanti musei, collezionisti e studenti di cultura tribale.

E' innanzitutto utile esaminare la tribù dalla quale ha origine la maggior parte di questi tappeti, la Confederazione di Khamseh (da pronunciare "Hahmseh" senza la K), uno dei più importanti gruppi tribali nel sud della Persia. Alcuni lettori già sapranno che Khamseh in arabo vuol dire 5 e che la Confederazione di Khamseh ha preso questo nome proprio dal fatto che rappresenta il raggruppamento di cinque tribù della Persia del sud.

Fondata negli anni '60 del XIX secolo, per contrastare il potere della vicina tribù Qashqa'i (o Kashkay), questa fu composta da arabi, alcune fazioni turche, tribù Luri che si erano stabilite da lungo tempo nella zona, piccoli gruppi di abitanti di villaggi persiani ed una mistura di altri gruppi che differivano per cultura e lingua. Fu sciolta poi intorno al 1950 e ne è rimasto ben poco, tranne i resti di una delle tribù più forti, quella dei Basseri.

I manufatti da loro realizzati, come le illustrazioni documentano in modo evidente, hanno un pedigree puro, e non sono solo tappeti tribali dagli stilemi incontaminati, ma rappresentano delle vere e proprie opere d'arte della tessitura, e per la loro equilibrata delicatezza cromatica, e per la qualità, estremamente fine, dell'annodatura.

 

 

Altri esempi di "Bird Rugs" annodati nel XIX secolo dalla Confederazione dei Khamseh

 

 

Nel libro "Tribal Rugs of Southern Persia" (Portland, 1981) ci si riferisce a questi tappeti, come ai "chicken rugs" "tappeti con le galline" dal termine "morgh" o "morghì" usato in Iran, e così si è fatto per tanti decenni, ma ultimamente si preferisce riferirsi a loro come ai "bird rugs" o "tappeti a uccelli" in base allo studio ed alle osservazioni in merito alla possibile origine dei disegni e modelli.

In effetti, si può notare un tema abbastanza costante nell'arte asiatica antica, che spesso raffigura coppie di animali o di uccelli una di fronte all'altra. Queste coppie vengono in genere "separate" da un albero, un cespuglio, da una forma umana o da un oggetto (basti pensare al prototipo del disegno zillie sultan).

Esiste una stretta correlazione tra questi tappeti Khamseh e alcune immagini di bronzi del VI°-IX° secolo ritrovati nelle aree abitate dalle tribù Luri, che non sono mai state incluse nelle principali rotte commerciali che passavano dall'antica Persia, e quindi hanno avuto modo di preservare le tradizioni locali in tutto l'arco dei mille anni passati da quel periodo fino al XX° secolo, che pure per molti popoli asiatici sono stati un periodo estremamente turbolento.

 

 

 

 

Sopra: una stele Assira con il tema eroico dell'uomo affrontato da coppie di animali o uccelli predatori.

A sinistra: Bronzo del Luristan del VII secolo, con teste di uccelli; 

 

Questi esempi di arte antica Mediorientali, ci mostrano la vasta gamma di arti nelle quali riscontriamo ciò che abbiamo notato nei tappeti a uccelli e dimostrano, data la loro epoca, quanto ancestrali e radicati nelle tribù Luri fossero tali simbologie, ma è altrettanto illuminante constatare come tali decori si siano fusi in quelli di una confederazione dominata da etnie arabe e turche, pur riuscendo ad uscirne vincitori.

Tale processo è molto simile a quello accaduto per i simboli delle tribù Kashkay, che insieme ai Luri, possono essere considerate le progenitrici dei tappeti tribali, poi riadattati dalle varie culture cittadine.

 

 

 
 

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