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Birjand è la capitale della provincia del Khorassan meridionale, situata quasi ai confini con l'Afghanistan, e sulla antiche strade carovaniere della Via della seta. E' nota soprattutto per l'esportazione dello zafferano e per la produzione di tappeti, ovviamente, che prendono spesso il nome anche di Mud (o Mood), nome di una piccola città appena a sud-est del capoluogo, e che include anche i tappeti realizzati nelle vicine cittadine di Nehbandan, Ghaen e altri piccoli villaggi. Non esistono documentazioni storiche sull'origine delle tessiture di Birjand, e sono estremamente rari, per non dire inesistenti, tappeti antichi provenienti da questa specifica area (dei Dorokhsh e dei Mud esistono invece numerosi esemplari) ma, data la centralità geografica e l'importanza anche politica di Birjand, non si può affermare con assoluta certezza, che le sue "scuole" abbiano meno rilevanza storica rispetto alle più famose e documentate del Khorassan (si pensi ad esempio a Mashad). Dopo il crollo della domanda, e quindi della produzione dei tappeti, avvenuto a seguito dello scoppio della seconda guerra mondiale, alla fine degli anni '40 alcune importanti famiglie di produttori di tappeti di Birjand (tra cui la famiglia Amini), tentarono di risollevare il mercato, partendo da un progetto che prevedeva l'uso di un "marchio di qualità". E' da quel momento, che i tappeti di Birjand acquisirono lo status che hanno tutt'oggi, di tappeti di media - buona qualità, realizzati con criteri produttivi all'avanguardia, e con un occhio rivolto al mercato estero (in particolare europeo) verso il quale si intendeva esportare i tappeti. 
fullscreen I Birjand sono tappeti realizzati su telai verticali utilizzando trame (a doppio passaggio) ed orditi di cotone, e il vello in lana (negli esemplari più fini, lane kork) annodata con nodo senneh (persiano, asimmetrico) a volte con l'aggiunta di seta nei contorni dei disegni (gol abrishami). La densità può variare da un minimo di 30 ad un massimo di 50 radj, ma occorre fare una certa attenzione ad alcuni esemplari (annodati perlopiù nei villaggi limitrofi ma con le stesse, identiche caratteristiche dei Birjand), che usano il nodo jufti, per abbreviare il lavoro senza perdere l'impatto visivo del manufatto. Circa i disegni, due su tutti: Il motivo heraty, qui chiamato Reiz Mahi (disegno dei piccoli pesci), con o senza medaglione centrale (Toranj o Lachak Toranj), e il Ghabi, quello a formelle tipico di Bakhtyar, ma qui realizzato con maggiore precisione e finezza. Un altro tipo di disegno, meno comune, è il Moharramat (o Mohramati), composto da fasce verticali muticolori e con vari disegni al loro interno (in genere fiori e palmette). I colori, vertono principalmente su campi dal fondo beige, sul quale si stagliano i motivi heraty realizzati con il rosso ruggine, il blu, ed il verde. I Birjand a disegno Ghabi, hanno invece in genere una predominanza di rosso.
Scheda Tecnica dei Birjand: Trama: Cotone, 2 passaggi Ordito: Cotone Vello: Lana, a volte con piccoli inserti in seta nei contorni dei disegni (Gol Abrishami). Nodo: Persiano (senneh, asimmetrico) Densità di annodatura: 200.000 - 500.000 nodi al m2 in media Misure Principali: 90 x 60 - 150 x 100 - 240 x 170 - 300 x 200, passatoie, più raramente altri formati top
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